Contenuti mobile: less is more

Progettare per il mobile è una sfida eccitante. La tecnologia dei device è in costante evoluzione, gli addetti ai lavori stanno cercando di formalizzare la materia, mentre gli utenti esigono un’esperienza d’uso sempre più bella e coinvolgente. D’altronde, chi non la vorrebbe?

Lo smartphone è uno dei dispositivi con maggiore potenziale, ma ha anche dei grossi limiti. Il primo di tutti è la dimensione dello schermo. Lo schermo degli smartphone è piccolo.

I siti web sono spesso progettati per schermi ampi. Il risultato della navigazione con uno smartphone in sito web classico è simile a quando si osserva un paesaggio attraverso le lenti di un cannocchiale: se si vuole osservare un dettaglio del panorama, si perde la visione d’insieme. Navigare nel web in questo modo rappresenta un grosso aumento del carico cognitivo [1]: l’utente deve tenere a mente la struttura della pagina, e in particolare gli strumenti di navigazione.

La soluzione è comprimere i contenuti e l’insieme delle funzionalità all’essenziale [1, 2]. Le linee guida sono le stesse che vengono utilizzate per i siti desktop, semplicemente attuate in modo più severo. Tutti i contenuti secondari dovrebbero essere eliminati dal sito mobile, così come le funzionalità più complesse, che richiederebbero invece una postazione di lavoro. D’altronde, una caratteristica peculiare dello smartphone è di essere un dispositivo mobile.

Il contesto d’uso è una delle variabili che aumentano la complessità [2]. Esso può diventare una limitazione, se gestito male. Al contrario, il contesto può rappresentare un’opportunità: immaginiamo servizi basati sulla localizzazione GPS, come le mappe o gli store locators, o anche complessi social network come FourSquare.

Un altro aspetto legato al contesto è il fatto che sullo smartphone l’utente naviga in fretta, mentre viaggia o cammina per strada. Solo una parte dell’attenzione viene dedicata alla navigazione. Per questo motivo, è importante non sprecare questo serbatoio limitato di memoria a breve termine con una architettura complicata o una navigazione ambigua.

In sintesi, la spremitura all’essenziale dei contenuti e delle funzionalità, in relazione con il reale contesto d’uso, rende spesso più facile ed efficace navigare nei siti mobile.

Ma non esistono regole auree. Ci sono casi in cui un contenuto deve essere lungo, altrimenti perde di significato. Alcuni esempi sono gli articoli di un blog o di un quotidiano online. In questo caso il contenuto può essere ampio, ma deve comunque essere organizzato per agevolare la navigazione.

Riferimenti

[1] Jakob Nielsen, “Mobile UX Sharpens Usability Guidelines”, AlertBox [novembre 2011]

[2] Tim R. Todish, “Not your parent’s mobile phone: UX design guidelines for smartphones”, Smashing Magazine [ottobre 2011]

2 thoughts on “Contenuti mobile: less is more

  1. Ed abbiamo anche una remota speranza che i nostri nipoti vedano queste semplici indicazioni applicate anche in Italia, almeno dalle 10 aziende più evolute!

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